Il Napoli torna al suo modulo naturale, il 4-3-3, e nel primo tempo contro il Milan rivediamo finalmente la squadra esprimere un gioco fluido e scorrevole. Il rientro di Olivera e la presenza di Neres danno nuova spinta sulle fasce, mentre l’asse Anguissa-Di Lorenzo-Politano sulla destra funziona bene, permettendo alla squadra di costruire azioni con qualità. Nonostante le assenze pesanti di McTominay e Spinazzola, gli azzurri riescono a imporre il proprio ritmo, chiudendo la prima frazione in vantaggio e con una manovra convincente.
Nel secondo tempo, però, riemergono le difficoltà già viste nelle ultime partite. La vera sofferenza arriva negli ultimi venti minuti, quando il Napoli perde lucidità e viene schiacciato dal Milan. La condizione fisica di alcuni giocatori, appena rientrati, incide pesantemente: Anguissa, reduce da un affaticamento con la Nazionale, è costretto a giocare per l’assenza di McTominay ma viene sostituito dopo un’ora da Billing, che si rivela impalpabile. Anche Olivera, tornato dall’Uruguay dopo un infortunio, fatica nel secondo tempo, così come Neres, che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe.
A complicare ulteriormente le cose arriva l’infortunio di Lobotka a un quarto d’ora dalla fine, costringendo il Napoli a un cambio forzato di modulo: Juan Jesus entra per rinforzare la difesa, con la squadra che passa a un confuso 5-4-1. Il Milan spinge forte, il Napoli soffre e fatica a uscire, ma con determinazione e spirito di sacrificio riesce a difendere il vantaggio fino al triplice fischio.
Una vittoria sofferta ma fondamentale per gli azzurri, che restano agganciati alla corsa Scudetto con l’Inter, mentre l’Atalanta sembra ormai fuori dai giochi. Sofferenza e voglia di lottare: questo Napoli, pur con le sue difficoltà, dimostra di essere ancora vivo.
Un ritorno al 4-3-3 che conferma ancora una volta quanto detto nel mio articolo del 21 marzo scorso: questa squadra ha nel suo DNA questo modulo, che le permette di esprimere al meglio il proprio gioco. I primi 45 minuti lo hanno dimostrato chiaramente, anche se la tenuta fisica resta un aspetto da migliorare.